lunedì 4 luglio 2016

Italia, ora Ventura dovrà partire da zero sulla cicatrice lasciata da Conte

Difficile cancellare i tatuaggi. Bene che va resta una cicatrice. Forse Barzagli si sarà fatto saltare in dribbling dall’emozione scatenata dalla grande delusione e, forse, non è vero che di questa nazionale fra un po’ non se ne ricorderà più nessuno. Magari sarà la più ricordata (o la meno dimenticata) fra quelle che non hanno vinto, ma è certo che di questa squadra resterà l’impronta indelebile di Antonio Conte. Non è vero che Giampiero Ventura ricomincerà da qui. Il neo ct di questo solco scavato in Francia potrà sfruttare il rinnovato feeling con i tifosi italiani, ma gli sarà impossibile riprodurne la compattezza da squadra operaia tipico delle formazioni prive di stelle e il cui vero leader siede in panchina.








Ventura ha le spalle larghe e non è spacciato, ma la corsa ai Mondiali di Russia 2018 sarà in salita. L’ex allenatore del Torino sa allestire formazioni che giocano un calcio piacevole, a volte spettacolare, e gli sarà molto utile poter finalmente puntare su Verratti, recuperare Marchisio, credere nella definitiva crescita di Insigne, Candreva, Florenzi e Zaza e sperare nell’esplosione di talenti come Bernardeschi o El Shaarawy. Probabilmente anche lui sceglierà la difesa a tre, ma sarà una Nazionale diversa. Da non accostare alla cicatrice lasciata da Conte. Italia, ora Ventura dovrà partire da zero sulla cicatrice lasciata da Conte.