lunedì 4 luglio 2016

Come usare l'aria condizionata senza rischi, cinque regole dall'esperto pneumologo

«L'aria condizionata non è dannosa, se usata nel modo giusto, soprattutto perché riduce l'umidità, principale causa di disagi». Lo dice Gennaro D'Amato, pneumologo napoletano, dal primo al 4 luglio a San Pietroburgo, in occasione del "IX World astha allergy & copd forum", per tenere una lezione sulle variazioni climatiche e le patologie respiratorie, e anche sulle fastidiose sindromi da raffreddamento collegate all'abuso degli impianti di ventilazione. L'esperto spiega al «Mattino» cinque regole d'oro. La prima: «Innanzitutto, il flusso d’aria condizionata non deve essere troppo freddo», spiega D'Amato. «È importante non regolare il termostato su livelli molto bassi, affinché il divario tra temperatura esterna e interna non sia eccessiva: indicativamente, massimo cinque-sei gradi in meno». Gli sbalzi sono pericolosi: il freddo eccessivo danneggia il sistema naturale di difesa delle vie respiratorie, provocandone l'infiammazione e l'insorgenza di patologie come bronchite, raffreddore, mal di gola, ma anche emicrania, torcicollo, dolori articolari e  muscolari. 














Per evitare malanni, meglio orientare i bocchettoni dell’aria fredda verso l’alto e spegnere l’apparecchio nella notte o comunque ridurre in quelle ore al minimo l'erogazione. «Particolare cura va riservata ad anziani e bambini e, se si è sudati, è opportuno asciugarsi prima, evitando di abbassare troppo rapidamente la temperatura corporea». Attenzione ai filtri. «Una pulizia non regolare degli impianti può causare disturbi anche seri, in quanto lì si possono annidare microrganismi patogeni (batteri, miceti, termoactinomiceti eccetera)». D'Amato aggiunge: «Potrebbe essere presente anche nei condizionatori la legionella pneumophila, il bacillo che provoca la polmonite con febbre, tosse e sintomi gastrointestinali (nausea, vomito, diarrea), una malattia che, se non correttamente diagnosticata e curata con antibiotici differenti, dalla penicillina alle cefalosporine, può aggravarsi fino a portare alla morte». Inoltre, se non sono integri, i filtri vanno sostituiti. «Anche in hotel d'estate (soprattutto nei centri termali) sarebbe opportuno accertarsi che queste norme igieniche vengano seguite».